Ιταλική γλώσσα

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giovedì 28 febbraio 2013

Articoli: Più pasta e meno bistecche: la dieta italiana imposta dalla crisi


Di Arianna Adamo | 05.07.2012 

La crisi c'è e gli italiani se ne sono accorti da tempo. Ma che abbiano scelto di rinunciare al buon cibo -e soprattutto ad una dieta equilibrata- pur di risparmiare, se lo aspettavano in pochi. Nel 2011, secondo i dati Istat, gli italiani hanno diminuito le spese alimentari. La spesa media mensile per famiglia, che oltre al cibo concerne anche altri beni di prima necessità, è pari a 2.488 euro (+1,4% rispetto all’anno precedente), ma il 35,8% ha diminuito la quantità e, peggio ancora, la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto al 2010.

Gli italiani, dunque, non solo mangiano di meno, ma anche male. 
Stando ai dati Istat, nonostante la crescita della spesa mensile, in Italia si comprano meno alimenti, risultano in contrazione, su tutto il territorio nazionale, le spese destinate all’abbigliamento e alle calzature, mentre crescono le quote di spesa destinate all’abitazione (dal 28,4% al 28,9%) e ai trasporti (dal 13,8% al 14,2%).
La situazione non è la stessa e varia di regione in regione: la Lombardia detiene il record per la spesa media mensile più elevata (3.033 euro), seguita dal Veneto (2.903 euro). In ultima posizione troviamo, anche nel 2011, la Sicilia che, con una spesa media mensile di 1.637 euro, vede aumentare il divario dalla regione con la spesa più elevata (circa 1.400 euro).
La maggior parte delle famiglie (il 67,5%) fa la spesa presso il supermercato, che si conferma il luogo di acquisto prevalente, nonostante una lieve flessione. Quasi la metà delle famiglie italiane continua ad acquistare il pane al negozio tradizionale, il 9,7% sceglie il mercato per l’acquisto di pesce e il 16,4% per la frutta e la verdura.
Con la crisi finanziaria e l'inflazione sono aumentate, però, le famiglie che scelgono di acquistare generi alimentari presso gli hard-discount con una percentuale in crescita, dall’11,2% del 2010 al 13,1% del 2011. Un dato preoccupante dal punto di vista della salute alimentare: dalle statistiche di Coop Italia per Coldiretti risulta, infatti, che gli italiani comprano meno carne ma anche meno pesce (-3%) e ortofrutta (-3%), mentre salgono gli acquisti di pane (+3%) e quelli di pollo (+1%).
Il “low cost” non è riservato solo all'abbigliamento, ma anche a tavola dove si cerca di evitare gli sprechi e si punta alle offerte: il 66% degli italiani fa la spesa in modo più oculato, il 43% riduce le dosi acquistate e il 53% utilizza quello che avanza.
Addio, dunque, agli aperitivi (-4%), le bibite (-7%) e i dessert (-10%), e benvenuti agli alimenti fatti in casa e ai prodotti più semplici come il latte (+2%) accompagnato da biscotti (+3%) e fette biscottate (+5%). Con la crisi è cambiato anche lo stile di vita alimentare: sparisce il cornetto al bar e la “dolce vita” nostrana sembra un lontano miraggio.




Read more: http://it.ibtimes.com/articles/32850/20120705/istat-alimentari-cibo-spesa-italia-italiani-2012-meno-carne-pasta-statistica-dati-coldiretti-crisi-f.htm#ixzz2MEUCBCL6


mercoledì 24 ottobre 2012

Cultura Italiana: Commessa Ideale 2012

Ένας πρωτότυπος διαγωνισμός μόλις σχεδόν ολοκληρώθηκε στην ιταλία, αφορά στην εκλογή του καλύτερου ή της καλύτερης πωλητή - πωλήτριας στην περιοχή του Treviso.


Από τις 20 Αυγούστου ζητήθηκε από τους κατοίκους του Treviso να δηλώνουν τα στοιχεία του "αγαπημένου" τους πωλητή των καταστημάτων της περιοχής, δηλαδή εκείνου που είναι πιο χαμογελαστός, πιο εξυπηρετικός κτλ. στην διάρκεια ενός μήνα συγκεντρώθηκαν τα στοιχεία όλων των επιλεγμένων πωλητών και έπειτα εκείνοι με τις περισσότερες ψήφους πέρασαν στην δεύτερη διαδικασία επιλογής που περιείχε μεταξύ άλλων και το televoto, την ψηφοφορία εκ νέου από το καταναλωτικό κοινό.

Τις επόμενες μέρες και συγκεκριμένα στις 2 Νοεμβρίου θα ανακοινωθούν τα ονόματα των νικητών οι οποίοι θα λάβουν δώρα συνολικής αξίας 800 ευρώ (με την μορφή ταξιδιού για τον 1ο και περιποιήσεων για τον 2ο και 3ο νικητή).

Μια πρωτότυπη πρωτοβουλία που σίγουρα θα είχε θεαματικά αποτελέσματα στον τομέα της εξυπηρέτησης και των πωλήσεων κατά την διάρκεια του διαγωνισμού και ίσως και στην συνέχεια.

domenica 30 settembre 2012

Buonanotte all' Italia (e alla Grecia che muore..)


Πρόκειται για ένα τραγούδι, παρωδία όπως αναφέρεται στο ιντερνέτ  μα δεν θεωρώ ότι είναι ο σωστός χαρακτηρισμός.. αρχικά υπήρχε το τραγούδι Buonanotte all' Italia από τον Ligabue του 2007, που επίσης αξίζει να ακουστεί και αναφέρεται στην Ιταλία υπογραμμίζοντας την κατάσταση της χώρας σε εκείνα τα χρόνια μέσα από τα μάτια του Luciano Ligabue, οι Massimo Merighi e Tony Troja (ME.TRO.) άλλαξαν τους στίχους του τραγουδιού αναφερόμενοι στην οικονομική κρίση της Ελλάδας και της Ιταλίας, πολλές αλήθειες και ομιλίες από καθημερινούς ανθρώπους μας κάνουν να νιώθουμε ότι δεν είμαστε μόνοι μα και ότι θα μπορούσαμε να κάνουμε κάτι γι' αυτό..





Testo
Di governo in governo, condannati all’inferno, 
a una vita fallita, senza più vie d’uscita.
L’Europa ci ha presi, non ci vuole mollare.
Ha già ucciso la Grecia, con misure austere.
Come se il barat
ro non fosse lì, 
ma per Sarkozy salvarsi è possibile.


Buonanotte all’Italia, che continua a dormire,
che tra tasse e Equitalia, non può più respirare.
C’è un fisco impazzito, che se non puoi pagare,
lui ti toglie la casa e puoi pure crepare.
E i banchieri vampiri, li lasciamo star lì,
con il nostro silenzio a ridurci così.

Buonanotte all’Italia, e alla Grecia che muore,
condannate a morire dello stesso tumore.
Come se quello che succede lì,
per noi che siam qui, non sarà possibile.
Mentre dei diavoli scrivono “No,
succeder non può. Son tutte favole”.


Buonanotte all’Italia che si sta a lamentare,
che non muove mai un dito, sempre lì a delegare.
Col telecomando, stesa lì sui divani,
si appassiona ai litigi tra Di Pietro e Bersani.


E ‘sta gente sinistra che non vuole andar via
e che campa alle spalle di chi è in agonia.
E se spunta qualcuno, che qualcosa vuol fare
gli si getta del fango, lo si deve fermare,
perché è un pericolo, per questi qui
che voglion star lì, il più a lungo possibile.
E non capiscono che non si può,
fermare chi, lotta per vivere.


Buonanotte all’Italia, a chi ha ancora un cuore,
a chi usa il cervello ma non vuole emigrare,
a chi vorrebbe fare la sua rivoluzione
senza farlo sentire troppo forte al padrone.
E a chi blocca le strade, senza troppi perché,
ti costringe a vedere che un futuro non c’è
Buonanotte all’Italia che continua a dormire 
e così continuando, si appresta a morire..

martedì 22 maggio 2012

Articoli: Arriva la tassa comunale su cani e gatti. Questa ancora mancava…


Una proposta in commissione Affari Sociali alla Camera prevede che i Comuni possano istituire una tariffa per i proprietari di animali domestici. Per finanziare iniziative contro il randagismo

Tassa su cani e gatti. Questa ancora mancava. La commissione Affari Sociali della Camera ha completato l’esame del provvedimento, che potrebbe approdare presto in Aula. La proposta di legge prevede che i Comuni possano istituire una tariffa per i proprietari di cani e gatti, per finanziare iniziative contro il randagismo. Il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, ha sostenuto di condividere il testo, “in linea di principio”. Non sembra che il governo Monti voglia vincere l’Oscar della popolarità con questa mossa.
“AUMENTERANNO GLI ABBANDONI ESTIVI” - “La tassa per i proprietari di cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo è di per sé un incremento del fenomeno”, spiega Nino Morabito. Secondo il responsabile fauna della Legambiente, la nuova tariffa incentiverà l’abbandono degli animali, soprattutto in vista delle vacanze estive. “I soliti incivili che si liberano dei fidati amici adesso potranno anche contare su una parziale giustificazione, la tassa sugli animali”. E poi i proprietari di animali non sono tutti uguali. “Chi prende un cane randagio ha sicuramente meno possibilità economiche di chi compra un cane con pedigree, dunque già allevare l’animale è un costo, figuriamoci dover aggiungere anche la tassa”, conclude Morabito.
DUE DEPUTATE DEL PDL – Il provvedimento si intitola “Norme in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo e tutela dell’incolumità pubblica”. Ha iniziato il suo iter nell’aprile 2009, con una proposta di legge di due deputate del Pdl, Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci. L’esame è stato completato lo scorso 6 marzo. Il testo è composto di 39 articoli e prevede, tra le altre cose, la creazione di un’anagrafe degli “animali d’affezione”, l’obbligo di segnalare un animale ferito al servizio veterinario pubblico e i cimiteri per cani e gatti domestici.
m.l.    www.oggi.it

Articoli: Istat disoccupazione

Ένα πολύ ενδιαφέρον άρθρο και πολύ κοντινό σε εκείνα των εξετάσεων! Κάντε κλικ πάνω στις λέξεις για να βρείτε την σημασία τους.

Istat: Sud, donne e giovani alla deriva. In Italia la crisi non è uguale per tutti

Il rapporto dell'Istituto segnala che nel nostro Paese l'ascensore sociale si è bloccato dagli anni Sessanta. Intanto l'Ocse annuncia che raggiungeremo il pareggio di bilancio nel 2014

Grandi disuguaglianze crescono. L’ascensore sociale è bloccato dagli anni Sessanta. In Italia soltanto il 20,3% dei figli degli operai è arrivato all’università, contro il 61,9% dei figli delle classi agiate, nella generazione degli anni ’80. E se il concetto non fosse chiaro, un altro dato, forse ancora più grave: il 30% della prole operaia abbandona le scuole superiori contro il 6,7% dei figli di dirigenti, imprenditori, liberi professionisti. In Italia le classi sociali esistono ancora. E la selezione comincia dai banchi di scuola. Lo sostiene il Rapporto Annuale Istat.
IL FISCO NON AIUTA… -  Secondo l’Istituto di statistica, il fisco dovrebbe avere un effetto redistributivo. Così non è. Vero è che le detrazioni Irpef pari a 1.230 euro in media per i contribuenti a basso reddito si riducono a 720 euro per chi ha un reddito tra i 28.000 e i 55.000 euro, per poi annullarsi; vero è che le detrazioni per i familiari a carico avvantaggiano i redditi più bassi.  Ma non basta. Perché “gli abbattimenti e le deduzioni dell’imponibile, invece, favoriscono particolarmente le famiglie ad alto reddito e riducono la progressitività”: sono massime (circa 5.700 euro) per i contribuenti che dichiarano più di 75.000 euro e minime (880 euro) per chi dichiara meno di 15.000 euro. Per gli incapienti (coloro che non arrivano al reddito minimo tassabile) non è previsto alcun beneficio. E come se non bastasse, le detrazioni favoriscono le famiglie con due o più percettori di reddito, contro quelle in cui a lavorare è solo uno.
I PAESI SCANDINAVI - Nei Paesi scandinavi le coppie in cui la donna non percepisce un reddito da lavoro sono meno del 4%, in Francia il 10,9%, in Spagna il 22,8%, nella Ue27 il 19,8%. In Italia il 33,7% delle donne tra i 25 e i 54 anni non ha alcun reddito. Siamo ultimi nella classifica europea. ”Nelle coppie in cui la donna non lavora (30% del totale) è più alta la frequenza dei casi in cui lei non ha accesso al conto corrente (47,1% contro il 28,6% degli uomini); non è libera di spendere per sé stessa (28,3%), non condivide le decisioni importanti con il partner (circa il 20%); non è titolare dell’abitazione di proprietà”. Inoltre le moglie separate o divorziate sono più esposte al rischio di povertà rispetto ai mariti nella stessa situazione: 24% contro 15,3%.
IL PESO DELLA FLESSIBILITA’ - La percentuale degli occupati atipici (dipendenti a tempo determinato, collaboratori o prestatori d’opera occasionali) sul totale degli occupati è in aumento. È entrato nel mondo del lavoro da atipico il 31,1% dei nati negli anni ’70, il 44,6% dei nati dagli anni ’80 in poi. È non sempre poi si accede a un’occupazione stabile. Incide sempre la classe sociale di provenienza: “Il passaggio a lavori standard è più facile per gli appartenenti alla classe sociale più alta, mentre chi ha iniziato come operaio in un lavoro atipico, dopo dieci anni, nel 29,7% dei casi è ancora precario e nell’11,6% ha perso il lavoro”.
IL POLLO DI TRILUSSA - Nel Mezzogiorno l’Istat rileva la tragica carenza dei servizi sociali. Nel 2010 il Servizio sanitario nazionale ha speso 1833 euro pro capite. Ma è come il pollo di Trilussa, i numeri vanno interpretati. Il range oscilla dai 2.191 euro della provincia di Bolzano ai 1.690 della Sicilia. Le strutture residenziali per anziani offrono in media 37 posti letto ogni 1000 anziani residenti nel Nord, e appena 10 al Sud. I livelli più alti di soddisfazione per i servizi ospedalieri si riscontrano in Piemonte, Valle d’Aosta, Trento, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, i più bassi in Campania e Sicilia. La spesa sociale nel 2009 in seguito alla crisi è diminuita dell’1,5% nel Mezzogiorno, ma è aumentata del 6% nel Nord-Est, del 4,2% nel Nord-Ovest e del 5% al Centro. Per i servizi sociali i comuni calabresi spendono 26 euro a persona, quelli della Provincia Autonoma di Trento 280 euro. Per i disabili i comuni del Sud spendono otto volte meno di quelli del Nord. I nidi pubblici sono presenti nel 78% dei Comuni del Nord-Est ma nel 21% di quelli del Sud.
MAGRA CONSOLAZIONE – In questo fosco quadro, suona come una magra consolazione l’ultima previsione dell’Ocse, che annuncia: il deficit di bilancio dell’Italia si ridurrà all’1,7 per cento del Pil quest’anno e allo 0,6 per cento nel 2013. Siamo «in carreggiata» per «eliminare» il deficit nel 2014. «Dalla fine del 2011, l’Italia ha intrapreso importanti riforme strutturali, progredendo sulla via del risanamento delle finanze pubbliche», si legge nel rapporto. Si tratta di capire quale sia il costo sociale di questo “successo”.
Massimo Laganà www.oggi.it

mercoledì 15 dicembre 2010

Lingua Italiana su Internet (xke, nn, tt)

Si tratta di abbreviazioni ovviamente molto diffuse che vanno usate soprattutto dai giovani italiani per scrivere in modo piu veloce. Prima di tutto una piccola guida sui significati di queste abbreviazioni e poi seguono alcuni esempi di questo genere del gergo italiano.






xke = perche
x = per
qlk =qualche
sn = sono
nn = non
cmq = comunque
qlk1 =qualcuno
tt = tutto-i
cn = con
anke = anche
trpp = troppo
qnt = quanto
cm = come






sn appena uscita dall' anoressia ero arrivata a pesare 35 kili x un altezza di 1,55 m..........nel giro di due settimane ho ripreso 9 kili, forse xk il corpo ha aproffittato x fare provviste e cm in tutte le ''diete drastike'' si riprende rapidamente peso....ora peso 44....nn mi vedo bene.....nel senso...le mie gambe sono normalissime ansi magre, ma la mia pancia è enormemente ingrassata.....e la vedo gigante sia a causa di gonfiore ke di adipe...potreste aiutarmi cn qualke konsiglio magari alimenti da evitare...come alimentarmi..


Salve a tutti ho una domanda da proporre a tutti..Tra poco sarà Capodanno e ancora non si sa cosa fare..Voi avete qualche idea? Il mio gruppo di amici è un pò particolare xke c è ki non vuole andare al cenone, chi non vuole andare a ballare ecc ecc..Quindi cosa mi consigliate?Dividermi da loro e fare qlkosa cn altri amici?Oppure ridurmi a casa di qualcuno come i carcerati? Grazie a tutti in anticipo :D


io sn 1 72 ho 16 gioco cm centrale...ma kmq dipende in quale 6 piu brava e sopratt qual'è qll k t piace d più!!




Le opinioni sull' argomento sono varie, alcuni credono che questo puo distruggere la lingua italiana mentre altri ne sono a favore!


Interessante  e un parere riportato dall’autorevole Accademia della Crusca che analizza le origini del linguaggio abbreviato, definito scrittura tachigrafica, e lo fa risalire agli albori della comunicazione telematica, quando la larghezza di banda a disposizione era minima, le comunicazioni costose e gli strumenti non permettevano quasi mai comunicazioni asincrone. La nascita di un linguaggio abbreviato sarebbe dunque giustificata dalla necessità, ormai anacronistica tranne nel caso degli SMS, di dover comunicare velocemente ed economicamente e le conclusioni a cui arrivano gli Accademici sono molto ben misurate:

È del tutto evidente che le scritture tachigrafiche hanno una loro giustificazione nei contesti citati, ma non ha senso esportarle in altri mezzi di comunicazione: in un tema, xò sarà certamente segnato errore. Di per sé, questi usi non hanno niente di sbagliato e, se usati correttamente, non impoveriscono la lingua (è chiaro che il loro abuso, come per ogni cosa, va evitato). Va sempre ricordato che ogni situazione comunicativa richiede un suo tipo di lingua, ovvero un registro linguistico: la capacità linguistica sta nel sapersi muovere con sicurezza tra i vari piani comunicativi, riuscendo a scegliere, per ogni occasione, il linguaggio più adatto.”



πηγές:
http://www.yanswersblogit.com/
http://www.downloadblog.it/post/13430/internet-distruggera-la-la-lingua-italiana

lunedì 13 dicembre 2010

Rubato l'albero di Natale


Rubato l'albero di Natale di cinque metri Doveva servire per la festa dei bimbi


 
AZEGLIO. Adesso rubano anche il Natale. Ad Azeglio neppure l'albero è stato risparmiato.  Appena posato in piazza del municipio, un abete alto quasi 5 metri è stato portato via nella notte. E certo non poca fatica devono avere fatto i ladri per mettere a segno il singolare furto senza farsi beccare in flagrante, con le mani tra le radici dell'abete si potrebbe dire, da qualche cittadino insonne. 

A terra è rimasto solamente il vaso vuoto. La pianta doveva essere posata dai tecnici del Comune mercoledì 8 dicembre per poi venire allestita e decorata nel pomeriggio dai bimbi del paese, come da tradizione.  Nessuna ipotesi sugli autori del colpo e, del resto, l'amministrazione comunale ha deciso di non sporgere nemmeno denuncia ai carabinieri.

Il sindaco, Angiolino Santina, ha commentato: «E' una cosa veramente assurda. Vorrei proprio sapere il motivo che può indurre qualcuno a fare una cosa del genere. Siamo rimasti molto male, soprattutto per i bambini, che si aspettavano di poter arricchire con tante decorazioni il loro albero. E meno male che il consigliere Gilberto Tos, che già aveva donato il primo abete, ne ha trovato in fretta e furia un altro da mettere nella piazza, ovviamente non grande quanto quello che ci è stato sottratto».

In effetti l'albero che mercoledì scorso ha radunato intorno a sé i bambini era piuttosto modesto, seppure abbellito benissimo. E quanto doveva essere alto, invece, l'abete rubato è piuttosto evidente: una stella cometa, piazzata a diversi metri da terra, svetta ancora, sebbene in completa solitudine, sulla cima del palo cui doveva appoggiarsi la pianta.

Delusione dei bambini per la vicenda, anche se, passato il primo momento di sgomento, la festa l'hanno fatta lo stesso tra il banchetto di dolciumi, cioccolata e squisitezze varie, giochi, giri in groppa ai pony del circolo ippico "La Boscarina".  Qualcuno dei piccoli ha voluto, però, rivolgere qualche pensiero ai ladri: «Ci hanno portato via il simbolo del Natale, non hanno proprio nessuna coscienza», ha detto Elena. «Non vogliono bene a nessuno quei ladri, nemmeno a noi bimbi», ha aggiunto Chiara.

«Non ci sono per nulla simpatiche quelle persone, potevano risparmiarsi di rubarci l'albero», ha concluso Denise.  Alla fine della festa i piccoli hanno attaccato dei biglietti a dei palloncini colorati. Su quei foglietti bianchi i loro pensieri, i loro desideri, i loro buoni propositi. Poi li hanno lasciati volare via, tutti insieme, applaudendo di gioia.

sabato 15 maggio 2010

La trama nascosta della corruzione

MALCOSTUME DELLA POLITICA E DELLA SOCIETA’

La trama nascosta della corruzione

Anche se non bisogna mai dimenticare che un conto sono i sospetti, un’altra cosa la verità, tuttavia le notizie di casi di corruzione politica stanno diventando così numerose da imporre una riflessione di ordine generale. Che però mi sembra giusto far precedere da una considerazione accessoria. E cioè che a ben vedere non si tratta mai soltanto di corruzione politica. Ogni episodio di corruzione politica propriamente detto, infatti, a quel che riferiscono le cronache, è sempre accompagnato da una rete di comportamenti a vario titolo oggettivamente complici: mogli che accettano tenori di vita implausibili, figli ultramaggiorenni che godono senza battere ciglio di favori come cosa dovuta, evasione fiscale generalizzata, amici che si fanno fare lavori e lavoretti da amici degli amici, ecc. ecc.

Insomma, tutta una trama di relazioni fondata su una personalizzazione radicale della vita sociale e insieme una vasta, capillare indifferenza alla correttezza e alla legalità. Ciò che ripropone la domanda invano sempre esorcizzata: ma che razza di società è la società italiana? Un’altra domanda ci riporta alla corruzione politica. La domanda è questa: perché da noi più che altrove la corruzione politica non sembra trovare l’ostacolo di alcuna efficace forza dissuasiva? Perché la paura di essere scoperti e quindi puniti, che dovrebbe naturalmente servire ad arginare la tentazione di cedere al richiamo del denaro facile, in Italia invece non sembra svolgere la sua funzione in misura apprezzabile? Le risposte possibili mi sembrano due, e rimandano ognuna a una profonda anomalia della nostra vita pubblica. La prima riguarda la giustizia.

Il nostro sistema penale- giudiziario, infatti, è ben capace di aprire indagini, ordinare intercettazioni, far scontare arresti preventivi immotivati, divulgare segreti istruttori più o meno compromettenti, e anche alla fine arrivare a rinvii a giudizio. Ma è singolarmente incapace di comminare sentenze esemplari e di farle scontare. I trent’anni di Madoff o gli ergastoli per i responsabili della Enron da noi sono impensabili. Le carceri italiane sono piene quasi soltanto di poveri diavoli, perché se si è un borghese facoltoso, come sono in genere coloro che incappano in un reato di corruzione (e cioè con un buon avvocato e buone relazioni), è rarissimo vedersi condannati in via definitiva a pene che non siano simboliche o quasi. La seconda spiegazione sta nella sciagurata legge elettorale che oggi vige nel nostro Paese. Bisogna ricordare infatti che ciò che giustamente più temono i politici non è il giudizio dei magistrati. È quello degli elettori.

È il non venire rieletti, e così dunque vedere cancellata la propria carriera. Ma con il «porcellum» attuale ciò è in pratica assolutamente improbabile. Il giudizio degli elettori sulla persona da eleggere, sulle sue qualità o magagne, infatti, si dà solo dove esista un qualche rapporto personale tra gli uni e l’altro: come per l’appunto avviene per laddove vige una legge elettorale maggioritaria basata su collegi uninominali (come nella Gran Bretagna). Non può darsi da noi, invece, dove, come si sa, non si votano «persone» ma «liste»: immodificabili e preconfezionate dai vertici dei partiti. In Italia, insomma, se per qualunque motivo il politico corrotto è gradito ai suoi capi può dormire sonni tranquilli: niente galera e la carriera sicura come prima.

Ernesto Galli Della Loggia
15 maggio 2010
Tratto da: Corriere della sera

Aspettando Madrid


Inter, il primo biglietto venduto
a un cinese venuto dalla Polonia
La distribuzione dei tagliandi è iniziata con un po'
di anticipo. Due file davanti alla banca

MILANO - È stata anticipata alle 9.30 la vendita dei biglietti per la finale di Champions tra Inter e Bayern che avviene presso la sede della Banca popolare di Milano. Il primo ad essersi aggiudicato il ticket è un cittadino cinese, Ren Yang, studente di 22 anni venuto dalla Polonia dove risiede (ma è iscritto a un Inter club). Inizialmente la vendita era prevista per le 11, ma visto l'alto numero di persone presenti, molte delle quali accampate da giovedì, è stato preferito anticipare le operazioni. La zona, tra via Massaua e via Fornari, è transennata e chiusa al traffico.

DUE FILE - Le file, davanti all'istituto di credito, sono divise per due categorie: quella riservata ai tifosi soci dell'Inter club e quella riservata agli abbonati. Nel primo caso ci sono circa 600-700 persone in coda, mentre gli abbonati sono attualmente quattromila circa. Alcuni tifosi hanno esposto uno striscione critico nei confronti della società di Massimo Moratti. Il problema riguarda lo scarso numero (quattromila riservati agli abbonati, mille per i soci Inter Club) di ticket che l'Inter ha messo a disposizione per i propri supporter. «Questo è il regalo ai tuoi tifosi - si legge nello striscione - dopo trent'anni che ti seguono aspettando una finale. Due notti in strada per quattromila biglietti. Impara dal Bayern, ventimila tutti in prelazione. Vergogna».


15 maggio 2010 tratto da: Corriere della sera