Ιταλική γλώσσα

Ένα ιστολόγιο αφιερωμένο στην Ιταλία, στην ιταλική γλώσσα και στην εκμάθηση της...
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sabato 7 agosto 2021

Modi di dire: Naso (2a parte)


Οι ιδιωματισμοί που σχετίζονται με τα μέρη του σώματος είναι πάντα πολλοί. 

Αν θέλετε να τους θυμηθείτε συγκεντρωτικά ή να τους μάθετε, μπορείτε να βρείτε τους περισσότερους στο παλαιότερο σχετικό άρθρο με τα modi di dire (ιδιωματισμοί με τα μέρη του σώματος), επίσης μπορείτε να βρείτε την 1η άσκηση εδώ.




Κάντε κλικ για να κάνετε τη δεύτερη άσκηση 

giovedì 8 luglio 2021

Ιδιωματισμοί στα ιταλικά/Modi di dire: giorno

 

Με τη λέξη giorno έχουμε ήδη πολλές παροιμίες, όπως... il buon giorno si vede dal mattino ή una mela al giorno toglie il medico di torno

Έχουμε επίσης και κάποιους ιδιωματισμούς ή modi di dire στα ιταλικά!

Κάντε κλικ για να κάνετε την άσκηση και ανακαλύψτε τους ιδιωματισμούς!

mercoledì 30 marzo 2011

Esercizi: Espressioni idiomatiche


Espressioni idiomatiche

















1. Completa le frasi con le parole della lista:


Bocca-braccio-capello-fronte-ginocchio-gomito-lingua-mani-mano-naso-occhio-orecchio
 
 




1. Ho chiamato un taxi che non é venuto: Ho un diavolo per_________ .............................!
 (sono molto arrabbiato)
2. Giorgio ha molto..........................: suona la chitarra e il pianoforte. (ha molta sensibilita per la musica)
3. Il mio capo è un uomo alla............................ (è informale, facile da trattare).
4. In generale glia italiani sono di.................................(mangiano di tutto)
5. Non potrei lavorare senza Caterina: è il mio.........................destro! (una persona fondamentale sul lavoro)
6. In questo quartiere le case costano un...................... della testa (sono molto care)
7. I miei nonni sono emigrati e hanno fatto fortuna; se la sono guadagnata con il sudore della.................... (con il duro lavoro)
8. Carla non ha proprio la.........................lunga (parla troppo)
9. Per gli affari ci vuole..............................(intuito)
10. Ogni volta che esco compro qualcosa; ho le.........................bucate (spendo molti soldi)
11. Dopo la guerra l Italia era in....................(a terra)
12. In alcuni oaesi la gente alza il.....................più che in altri (beve troppo)

martedì 4 gennaio 2011

Modi di dire: Dormire

Dormire come un orso
Dormire come un sasso
Dormire il sonno del giusto
Dormire su un letto di piume
Dormire a occhi aperti
Cascare del sonno
Andare a letto con le galline
Passare la notte in bianco
Perdere il sonno

... e non dimentichiamo...

chi dorme non piglia pesci...



Modi di dire: Mangiare

mangiare come un porco
mangiare come un uccellino
mangiare come un maiale
mangiare come un bue
mangiare come un principe
mangiare per due

mercoledì 1 dicembre 2010

Modi di dire: pesce


  • buttarsi a pesce: intraprendere un'iniziativa con molto entusiasmo
  • essere muto come un pesce: essere capaci di mantenere un segreto, rimanere in silenzio
  • essere sano come un pesce: godere di ottima salute
  • sentirsi un pesce fuor d'acqua: sentirsi in un ambiente non adatto
  • non sapere che pesci prendere: essere molto indeciso
  • trattare qualcuno a pesci in faccia: trattare molto male qualcuno
  • prendere un pesce in faccia: fallire un tentativo di seduzione
  • ha l’occhio da pesce bollito : E’ cotto d’amore

lunedì 29 novembre 2010

Modi di dire: Cane

A cane che abbaia o pane o bastone

Abbaiare come I cani alla luna

Ammazzare q.no come un cane

Andare a dormire come un cane

Aver lo spasso dei cani

Avere un cane alla coda/alle costole

Aver un freddo cane

Battere il cane al posto del padrone

Can che abbaia non morde

Cane non mangia cane

Dare in pasto ai cani

Essere come cane e gatto

Essere fortunate come un cane in chiesa

Essere il figlio di un cane

Essere raro come un cane giallo

Essere solo come un cane

Essere un cane

Essere una cane che si morda la coda

Essere un cane da pagliaio

Essere un cane grosso

Essere un cane sciolto

Fare come il come il cane d’Esopo

Fare come il cane dell’ortolano

Fare delle parole come I cani dell’acqua

Fare un male cane

Fare un tempo da cani

Fare una vita da cani

Gettare il ladro ai cani

Gettare l’osso al cane

Lasciare abbaiare I cani

Lavorare come un cane

Mangiare da cani

Menre il cane per l’aia

Morire come un cane

Neanche il cane muove la coda per niente

Non c’e un cane che lo guardi

Non esserci neanche un cane

Non svergliare il cane che dorme

Portare rispetto al cane per amore del padrone

Raddrizzare le gambe ai cani

Seguire qualcuno come un cane

Soffrire da cani

Stare come il cane alla catena

Stare da cani

Andarsene come un cane bastonato

Tornare come un cane frustato

Tra cani non si mordono

Trattare qualcuno come un cane

Una volta corre il cane e un’altra la lepre


Dare: epressioni idiomatiche e modi di dire






Dare a qualcuno il calcio dell’asino
Χτυπώ κάποιον πεσμένο

Dare a qualcuno la facolta di parlare
Δίνω σε κάποιον την εξουσία να μιλήσει

Dare a qualcuno la patente di ladro
Αποκαλώ κάποιον κλέφτη

Dare adosso a qualcuno
Επιτίθεμαι/αντιμιλώ σε κάποιον

Dare ai nervi a qualcuno
Εκνευρίζω κάποιον

Dare alla luce un bambino
Γεννώ ένα παιδί

Dare alla testa
Ζαλίζω, μπερδεύω κάποιον

Dare aria
Αερίζω

Dare causa
Δίνω αφορμή

Dare conto di se
Δίνω λογαριασμό για μένα

Dare contro
Αντιλλέγω

Dare corda a qualcuno
Δίνω σε κάποιον το σχοινί να πιαστεί

Dare di testa alla palla
Δίνω κεφαλιά

Dare e avere
Δουναι και λαβείν

Dare esca a qualcuno
Παρακινώ κάποιον

Dare fastidio
Ενοχλώ

Dare filo da torcere a qualcuno
Κάνω τα πράγματα δύσκολα για κάποιον

Dare fondo
Ρίχνω άγκυρα

Dare gas
Πατάω γκάζι

Dare il gambetto a qualcuno
Παραγκωνίζω κάποιον

Dare il supremο addio
Δίνω τον τελευταίο ασπασμό

Dare il via
Δίνω το πράσινο φως

Dare in lacrime
Ξεσπάω σε κλάμματα

Dare in risate
Ξεσπάω σε γέλια

Dare lerba trastulla a qualcuno
Επηρεάζω κάποιον με κολακείες

Dare londa ai capelli
Κατσαρώνω τα μαλλιά

Dare la buona notte
Καληνυχτίζω κάποιον

Dare il buongiorno
Καλημερίζω κάποιον

Dare la mossa
Παρακινώ κάποιον

Dare la parola a qualcuno
Δίνω τον λόγο μου σε κάποιον

Dare le carte
Μοιράζω/κάνω χαρτιά

Dare lo zuccherino a qualcuno
Πασάρω κάτι σε κάποιον

Dare luogo a
Δίνω αφορμή για/σε, προκαλώ

Dare molestia
Ενοχλώ

Dare motivo di
Δίνω αφορμή για/σε, προκαλώ

Dare nel segno
Πετυχαίνω διάνα

Dare nellocchio
Τραβώ την προσοχή

Dare ombra a qualcuno
Συκοφαντώ κάποιον

Dare palla bianca a qualcuno
Ψηφίζω υπερ κάποιου

Dare palla nera a qualcuno
Μαυρίζω κάποιον (υποψήφιο)

Dare qualcosa per fatto
Βεβαιώνω ΄το κάτι έγινε

Dare quartiere
Δίνω κατάλυμα

Dare retta
Προσέχω

Dare scacco al re
Απειλώ τον βασιλιά (σαχ)

Dare scacco matto
Κάνω ματ

Dare sotto a qualcosa
Εξετάζω κάτι σε βάθος

Dare sulla voce a qualcuno
Αντικρούω κάποιον

Dare udienza a qualcuno
Ακούω κάποιον/δίνω ακρόαση

Dare unocchiata
Ρίχνω μια ματιά

Dare un giudizio su qualcosa
Λέω την γνώμη μου για κάτι

Dare una cercata
Ψάχνω τριγύρω

Dare una cucita a qualcosa
Ράβω κάτι

Dare una festa
Κάνω μια γιορτή

Dare una fiancata a qualcuno
Ειρωνεύομαι κάποιον

Dare una frecciata a uno
Γυρεύω δανεικά και αγύριστα

Dare una frustata a qualcuno
Παρακινώ κάποιον

Dare una lavata di capo a qualcuno
Κατσαδιάζω κάποιον

Dare una letta a qualcosa
Διαβάζω επιπόλαια κάτι

Dare una sonata a qualcuno
Ξυλοφορτώνω/Εξαπατώ κάποιον

Dare una nasata a qualcuno
Δίνω μπουνιά στην μύτη κάποιου

Dare una gomitata a qualcuno
Δίνω αγκωνιά σε κάποιον

Dare un colpo al cerchio e uno alla botte
Τα θέλω μονά ζυγά δικά μου

Dare i numeri
Λέω ασυναρτησίες/ξεσπώ

Dare una spolverata a qualcosa
Ξεσκονίζω κάτι

Dare un film
Προβάλλεται μια ταινία

Dare una tirata d’orecchi a qualcuno
Τραβάω το αυτί κάποιου

Dare via qualcosa
Ξεπουλώ/ξεφορτώνομαι κάτι

Adesso posso finalmente darvi la buonanotte..

Espressioni Idiomatiche (D)

discutere del sesso degli angeli
Discutere di cose oziose, inutili, perdendo tempo che sarebbe meglio impiegato altrimenti. Si narra che i teologi bizantini continuassero imperturbabili le loro sterili, secolari disquisizioni circa l'eventuale sesso degli angeli mentre i Turchi di Maometto Il stavano per espugnare Costantinopoli (1453) e porre fine all’impero romano d’Oriente.

dare a Cesare quel che è di Cesare

“Rendete dunque ciò che è di Cesare a Cesare, e ciò che è di Dio a Dio ”; secondo il Van-gelo (Luca, 20, 25), così replicò Gesù agli “uomini subdoli”, emissari dei sacerdoti, i quali gli domandavano se fosse lecito pagare il tributo a Cesare, da parte di un buon ebreo, sperando in una sua risposta negativa che permettesse loro di denunciarlo ai Romani. Cristo, però, non solo non cadde nel tranello, ma con le sue parole insegnò che si deve obbedire alle leggi degli uomini, senza trascurare i doveri verso Dio. Nel linguaggio comune, l’approssimativa citazione è un invito alla giustizia, un richiamo ad attribuire i meriti a chi li ha e non a coloro che se li appropriano.

dare un colpo al cerchio e uno alla botte

Barcamenarsi tra due contendenti, evitando di assumere una posizione netta, dando ragione un po’ all’uno e un po’ all’altro.

dare il benservito

Ironicamente, mettere alla porta, licenziare, abbandonare: La fidanzata gli ha dato il benservito. Si chiama “benservito” l’attestato, più o meno encomiastico, concesso dal datore di lavoro al dipendente (in genere lavoratore domestico), che lascia il servizio.

de cuius
Latino: della cui [eredità si tratta]. Nel linguaggio giuridico, il defunto proprietario dei beni che formano il patrimonio ereditario.

dèdalo
In senso figurato, intrico nel quale è difficile raccapezzarsi. Dedalo, leggendario artefice greco, costruì per Minosse, re di Creta, il celebre labirinto .

de gùstibus non est disputandum
Latino: sui gusti non si discute. Aforisma latino medievale, del quale generalmente si cita soltanto la prima parte, de gustibus, per affermare che in fatto di gusti ciascuno ha i suoi e bisogna rispettarli, per quanto strani possano sembrare.
delenda Carthago

Latino: Cartagine va distrutta. Cosi viene in genere citata, commentando anche ironicamente, la preoccupazione somma, l’idea fissa di qualcuno, il suo odio implacabile contro persone o istituzioni, una frase attribuita al grande Marco Porcio Catone detto il Censore (234-149 a.C.): Ceterum censeo Carthaginem esse delendani, “E per il resto penso che Cartagine debba essere distrutta”. Il vecchio magistrato considerava l’ esistenza stessa della città punica una costante minaccia per Roma, e ripeteva la sua esortazione al termine di ogni suo discorso, quale che ne fosse l’argomento. Fu accontentato, ma solo tre anni dopo la sua morte, nel 146 a.C.

de minimis non curat praetor (pron. “...prétor”)
Latino: il pretore non si occupa delle cose minime. Detto latino, citato anche in forma ellittica de minimis... per indicare che una persona importante, o moralmente superiore, non bada alle quisquilie. Bisogna ricordare che, mentre la nostra pretura ha competenze limitate e relativamente modeste, nell’antica Roma tale magistratura era una delle più importanti.

demonizzare
Appartiene soprattutto al “politichese”, con tutti i suoi parenti e affini. Demonizzazione è l’atto di calunniare, denigrare un partito, un Paese, un gruppo avverso facendone quasi l’incarnazione del demonio, la fonte di tutti i mali. L’uso e l’abuso di questa famigliola di parole è, come si suol dire, “strumentale”.

dare l’ ostracismo
Mettere al bando, osteggiare, dichiaratamente o tacitamente, una persona, un’idea, eccetera. Ad Atene, e in altre città con costituzione analoga, i membri dell’assemblea popolare dovevano scrivere su frammenti di terracotta (òstraka) il nome del cittadino accusato di essere un pericolo per lo Stato qualora lo avessero ritenuto tale. Se la maggioranza dei cacci-scheda recava quel nome, l’imputato era condannato ad allontanarsi dal territorio della città per un periodo di tempo che, originariamente, era di dieci anni.

Deo gratias (pron. “déo gràzias”)
Latino: grazie a Dio. Formula di ringraziamento usata nella messa in latino e in altri atti liturgici; nel linguaggio comune è esclamazione di sollievo per l’avverarsi di una speranza: uno scampato pericolo, la fine di una cosa fastidiosa o noiosa, eccetera.

de profundis
Latino: dal profondo. Parole iniziali del Salmo penitenziale 130, che si recita negli uffici per i defunti. Nell’uso comune si dice cantare, recitare il de profundis per lamentare la perdita di una cosa o persona senza che vi sia speranza di riaverla.
derby (pron. “dàbi”, “doebi negli Stati Uniti”)
E’ il nome della celebre corsa ippica inglese per puledri di tre anni istituita nel 1780 dal conte di Derby e che si disputa annualmente all’ippodromo di Epsom. La parola è passata a indicare qualsiasi importante avvenimento sportivo, come per esempio un incontro tra due squadre di rango, della stessa città o tradizionalmente rivali.

dare i numeri
Vaneggiare, straparlare, dire cose a vanvera, con allusione a quelli che astròlogano sui sogni per ricavarne i “numeri buoni” da giocare al lotto. Avere dei numeri significa invece possedere buone qualità per riuscire in qualcosa.

dire (o parlare) a nuora, perché suocera intenda
Far capire qualcosa a uno indirettamente, rivolgendosi a una terza persona, così che il vero interessato sia informato, anche se finge di non capire, di una critica, di una richiesta, di una proposta, eccetera. La locuzione si richiama, in modo non molto logico, al tradizionale antagonismo tra suocera e nuora.

desaparecidos (pron. “desaparezidos”)
Spagnolo: scomparsi. Termine ripreso dai mezzi di comunicazione di massa di tutto il mondo con riferimento alle molte migliaia di persone scomparse e certamente uccise in Argentina durante gli anni Settanta, nel corso della dura repressione condotta dai militari al potere, per stroncare non solo la guerriglia eversiva, ma anche ogni manifestazione di dissenso. Con cinismo riprovevole, il vocabolo fu adottato, in senso ironico o scherzoso, negli uffici di mezza Italia a riguardo di coloro che disertano, frequentemente e senza giustificati motivi, la loro scrivania.

deus ex màchina
Latino: il dio [che parla] dal congegno. Si dice di persona, di cosa o avvenimento, che risolve in modo favorevole, e quasi miracoloso, una situazione disperata; e anche, in senso non altrettanto elogiativo, di chi manovra occultamente i fili di una macchinazione, dell’eminenza grigia che, nonostante le apparenze contrarie, detiene e usa il potere. Spesso nella tragedia greca, quando l’intreccio era diventato inestricabile e la situazione senza vie di sbocco, gli autori facevano intervenire come elemento risolutore il personaggio di un dio, calato sulla scena per mezzo di una machina, il quale risolveva miracolosamente, come possono solo gli dei, ogni cosa.

de visu
Latino: con i propri occhi.

dietrologia
Disciplina, oseremmo dire, che si occupa di scoprire i motivi reconditi e i secondi fini, dati per scontati anche se non esistono, di qualsiasi avvenimento, pubblico o privato. Il termine è ironico. La dietrologia è assiduamente praticata da un certo numero di commentatori politici (detti dietròlogi) e da chiunque sia incline ai pettegolezzi delle comari, da cui trae “gratificazio-ne”.
Dio ha fatto la campagna, l’uomo la città
Massima a gran ragione citabile oggi, in tempi di megalopoli e di gravi problemi ecologici, ma in vario modo espressa da numerosi autori, primo tra essi, sembra, il latino M. Terenzio Varrone (116-27 a.C.) nel suo De re rustica, un poemetto sull’agricoltura.

Dio me l’ha data, guai a chi la tocca!
Francese: Dieu inc l’a donnée; garde (o gare) a qui y touchera. La storica frase, ripetuta a volte scherzosamente per dichiarare la ferma intenzione di non rinunciare a qualcosa di cui si è gelosi possessori, fu pronunciata da Napoleone I durante la cerimonia per la sua incoronazione quale re d’Italia, avvenuta il 26 maggio 1805 nel duomo di Milano, quando l’Imperatore prese dall’altare e da solo si pose in capo la storica corona ferrea, diadema del VII secolo donato dalla regina longobarda Teodolinda al duomo di Monza.

Dio non paga il sabato
Proverbio collegato all’antica usanza di pagare i lavoratori il sabato sera, citato a significare che Dio non è tenuto a quest’obbligo e che la sua punizione, anche se tarda a giungere, e immancabile e inevitabile.

divide et impera
Latino: dividi per dominare. Massima di incerta paternità - c’è chi la fa risalire a Filippo il Macedone, chi a Luigi Xi di Francia - impiegata in particolare per descrivere la politica della Casa d’Austria nel secolo XIX e in realtà seguita da molti, sovrani o potenze, collettività o individui: fomentare le divisioni tra i popoli soggetti o comunque tra eventuali nemici, impedendo loro di coalizzarsi, favorisce chi detiene una posizione di potere.

datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo
Latino: da mihi ubi consistam et terram movebo. Frase attribuita dal matematico Pappo di Alessandria ad Archimede, esultante per avere scoperto le leggi della leva. La si cita per esortare all’azione o per invocare un piccolo aiuto, ricordando che spesso basta un minimo appoggio per consentire la realizzazione di grandi imprese. In latino si citano, invece, col significato di “base concreta, terrena solido, punto di partenza”, le parole ubi consistam .

doccia fredda
Si dice, in senso figurato, di qualcosa che giunge improvvisamente a smorzare ogni entusiasmo provocando un’amara delusione. L’espressione deriva dalla pratica, seguita fino a tempi non remoti, di sottoporre i pazzi agitati a violente docce fredde per ridurli alla calma, per placarne i bollenti spiriti

doccia scozzese
A differenza di quella fredda, la doccia scozzese è, metaforicamente, un alternarsi di atti o notizie favorevoli e sfavorevoli, che sconcertano chi ne è oggetto sbalestrandolo dalla speranza allo sconforto e viceversa. Nella vera, stimolante doccia scozzese il passaggio dall’acqua calda a quella fredda è abbastanza brusco, ma non quanto la locuzione farebbe supporre.
dottor Jekyll e Mister Hyde (pron. “...giékil, mistoe hàid”)
Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde è il titolo di un famoso racconto dell’inglese R.L. Stevenson (1850-1894), apparso nel 1886, che svolge in forma simbolica e orripilante il tema del perenne conflitto tra il bene e il male nell’animo umano. Si cita talvolta a proposito della metamorfosi, diabolica e incomprensibile, di un carattere.

do ut des
Latino: ti do affinché tu dia a me. Formula designante, nel diritto romano, un tipo di contratto e citata nel linguaggio comune a proposito di uno scambio di favori in genere illecito, o quanto meno poco corretto.

draconiano
Si dice, in senso figurato, di provvedimento, legge. regime di governo particolarmente rigido e severo. Dracone fu il legislatore che, intorno al 621 a.C., diede agli Ateniesi il primo codice scritto, contenente disposizioni cosi spietate da far dire che erano state “scritte col sangue”.

dulce et decòrum est pro patria mori
Latino: è dolce e bello morire per la patria. Con questo verso (Odi, III, 2, 13) Orazio incitava i giovani romani a emulare l’eroismo dei loro antenati.

dulcis in fundo
Latino: il dolce viene in fondo. Proverbio citato a proposito di un avvenimento a lieto fine, ma più spesso, con ironia, di notizie spiacevoli, lasciate per ultime nel racconto. Il senso è analogo a ora viene il bello.

dura lex, sed lex
Latino: dura è la legge, ma è la legge. Il motto afferma il dovere e la necessità di piegarsi alla legge, anche se dura, perché il principio ispiratore della legge va salvaguardato a beneficio di tutti.

lunedì 22 novembre 2010

Epressioni idiomatiche con parti del corpo..


Occhi

occhio per occhio dente per dente         
occhio per occhio fa il mondo cieco      
lontano dagli occhi lontano dal cuore
in un batter d'occhio                              
in un batter di ciglio                      
a colpo d'occhio
costare un occhio                                   
costare un occhio della testa
occhi di bue
occhio d'aquila                                      
occhio clinico
occhio non vede cuore non duole         
occhi a mandorla
occhi assassini
occhi che mandano fiamme
occhi impastati di sonno
occhi color carbone
sotto l'occhio vigile di
vedere qualcosa con altri occhi
fare gli occhi dolci a qualcuno
fare un occhio nero a qualcuno.
la pasta mi esce dagli occhi 
saltare o balzare agli occhi 
occhi ladri
occhi spenti
dare nell'occhio
guardare qcn. con la coda dell'occhio
tenere gli occhi bene aperti 
aprire gli occhi a qualcuno
vedere qualcuno di buon occhio
chiudere un occhio;non ho chiuso occhio
tenere d'occhio qualcuno
visibile a occhio nudo 
sognare a occhi aperti
trovare la strada a occhi chiusi
buttare o gettare l'occhio su 
avere occhi per 
avere gli occhi foderati di prosciutto 
a perdita d' occhio
a quattr'occhi
essere nell'occhio del ciclone 

Naso

naso alla francese
naso all'insù
naso a patata
avere il naso chiuso 
parlare con il naso
non ho messo il naso fuori 
ce l'hai sotto il naso
avere naso (per qcs.) 
menare o prendere qcn. per il naso
non vedere più in là del proprio naso
passare sotto il naso di qualcuno
arricciare o storcere il naso per qualcosa
rimanere o restare con un palmo di naso
avere la puzza sotto il naso


Bocca

prendere qcs. per bocca
baciare qcn. sulla bocca;
respirazione bocca a bocca
con la o a bocca aperta
guardare qcn. con la bocca aperta.
avere sei  bocche da sfamare t
lasciare l'amaro in bocca 
storcere la bocca davanti a qcs. 
non ha aperto bocca tutta la sera  non sa
tenere la bocca chiusa! 
non chiude mai (la) bocca
avere la bocca cucita 
tappare la bocca a qcn. 
mi hai tolto la parola di bocca
cavare le parole di bocca a qcn. 
essere sulla bocca di tutti 
passare di bocca in bocca
restare a bocca aperta 
è rimasto a bocca aperta! 
restare a bocca asciutta 
ammettere a mezza bocca
essere di bocca buona
metter bocca in qcs. 
fare la bocca a qcs. 
in bocca al lupo!