Ιταλική γλώσσα

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lunedì 7 novembre 2022

Ιταλική ποίηση/Poesia: Agonia - Giuseppe Ungaretti

Το ποίημα Agonia (Αγωνία) περιέχεται στην ποιητική συλλογή L' Allegria (1914-1919). O αρχικός τίτλος της συλλογής ήταν L' Allegria degli naufragi.



Σταύρος Ιωάννου
πηγή: https://evripides-art.gr/ioannou-stavros-press

Agonia

Morire come le allodole assetate

sul miraggio  


O come la quaglia

passato il mare

nei primi cespugli

perché di volare

non ha più voglia  


Ma non vivere di lamento

come un cardellino accecato   


Άλλα ποιήματα που μπορείτε να διαβάσετε στο blog: 

mercoledì 4 dicembre 2013

Poesia: Giorno per giorno (1940-1946) - Ungaretti


Ένα υπέροχο και δυνατό ποίημα, αφιερωμένο από τον ποιητή στον γιό του, που έφυγε από την ζωή στην ηλικία των μόλις 9 χρόνων.


"Nessuno, mamma, ha mai sofferto tanto..."
E il volto già scomparso
Ma gli occhi ancora vivi
Dal guanciale volgeva alla finestra,
E riempivano passeri la stanza
Verso le briciole dal babbo sparse
Per distrarre il suo bimbo...

Ora potrò baciare solo in sogno
Le fiduciose mani...
E discorro, lavoro,
Sono appena mutato, temo, fumo...
Come si può ch'io regga a tanta notte?...

Mi porteranno gli anni
Chissà quali altri orrori,
Ma ti sentivo accanto,
M'avresti consolato...

Mai, non saprete mai come m'illumina
L'ombra che mi si pone a lato, timida,
Quando non spero più...

In cielo cerco il tuo felice volto,
Ed i miei occhi in me null'altro vedano
Quando anch'essi vorrà chiudere Iddio...

E t'amo, t'amo, ed è continuo schianto!...

Sono tornato ai colli, ai pini amati
E del ritmo dell'aria il patrio accento
Che non riudrò con te,
Mi spezza ad ogni soffio..
.
Passa la rondine e con essa estate,
E anch'io, mi dico, passerò...
Ma resti dell'amore che mi strazia
Non solo segno un breve appannamento
Se dall'inferno arrivo a qualche quiete...

Sotto la scure il disilluso ramo
Cadendo si lamenta appena, meno
Che non la foglia al tocco della brezza...
E fu la furia che abbattè la tenera
Forma e la premurosa
Carità d'una voce mi consuma...

Non più furori reca a me l'estate,
Nè primavera i suoi presentimenti;
Puoi declinare, autunno,
Con le tue stolte glorie:
Per uno spoglio desiderio, inverno
Distende la stagione più clemente!...

Rievocherò senza rimorso sempre
Un'incantevole agonia di sensi?
Ascolta, cieco: "Un'anima è partita
Dal comune castigo ancora illesa..."

Mi abbatterà meno di non più udire
I gridi vivi della sua purezza
Che di sentire quasi estinto in me
Il fremito pauroso della colpa?

Fa dolce e forse qui vicino passi
Dicendo: "Questo sole e tanto spazio
ti calmino. Nel puro vento udire
Puoi il tempo camminare e la mia voce.
Ho in me raccolto a poco a poco e chiuso
Lo slancio muto della tua speranza.
Sono per te l'aurora e intatto giorno"

mercoledì 27 febbraio 2013

Poesia: dove la luce (1930) - Ungaretti


Πρόκειται για ένα ερωτικό ποίημα, ένα κάλεσμα του ποιητή στην συντροφό του μα τον ακολουθήσει στους χρυσούς λόφους και στα όμορφα λιβάδια εκεί που τίποτα δεν θα έχει για αυτούς σημασία, απελευθερωμένοι από ηλικία μα και από αναμνήσεις... στα video που ακολουθούν μπορείτε είτε να ακούσετε την ανάγνωση του ποιήματος είτε μια μελοποίηση του! 


Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
E del mare e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d'ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.

Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov'è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d'oro.

L'ora costante, liberi d'età,
Nel suo perduto nimbo
Sarà nostro lenzuolo